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Minecraft e Roblox: si impara davvero a programmare o è solo giocare?

Videogiochi7 minuti di lettura

La domanda giusta non è se il gioco è educativo. È se tuo figlio sta costruendo o sta consumando. Si vede in due minuti.

Tuo figlio passa due ore al giorno su Roblox e ti dicono che è educativo. Tu lo guardi e vedi un avatar che corre in tondo. Hanno ragione entrambi, e la differenza sta in una cosa sola: da quale parte dello schermo sta seduto.

Giocare e costruire sono due attività diverse

Roblox non è un gioco. È una piattaforma dove milioni di persone pubblicano giochi fatti da loro, e la maggior parte di chi ci sta sopra li usa e basta, esattamente come noi guardiamo i video senza girarne. Minecraft è un gioco, ma ha una modalità in cui si programma un robot che lavora al posto tuo.

Il fatto che il ragazzo ci passi tempo non dice niente. Dice tutto cosa apre quando entra.

Cosa c'è dentro, tecnicamente

Minecraft: Code Builder e l'Agent

Nella versione Education di Minecraft esiste un personaggio chiamato Agent, che non si muove da solo: fa solo quello che gli si dice con un programma. Si programma con MakeCode, che offre blocchi in stile Scratch e, per chi vuole, JavaScript o Python sulla stessa schermata.

La cosa che funziona bene didatticamente è che il risultato è fisico e immediato. Se il ciclo è sbagliato, il muro viene storto e si vede. Non c'è nessun messaggio d'errore da interpretare: c'è un muro storto, e quel muro è il feedback migliore che un bambino di nove anni possa ricevere.

Roblox: Studio e il codice Lua

Roblox Studio è l'ambiente con cui sono fatti i giochi che tuo figlio già gioca. Si costruisce la scena in 3D e poi si scrive codice in Luau, un linguaggio derivato da Lua. È testo vero, con sintassi vera e con errori veri.

Il salto rispetto a Minecraft è netto: qui non si programma un robottino dentro un mondo che esiste già, si costruisce il mondo. E alla fine si pubblica, cioè altre persone possono entrarci. Per un ragazzo di dodici anni quella pubblicazione vale più di qualunque voto.

Cosa si impara davvero e cosa no

Vale la pena essere precisi, perché il marketing su questo tema è pieno di promesse gonfiate.

Si impara: scomporre un obiettivo grosso in pezzi eseguibili, usare cicli e condizioni per non ripetere a mano, capire che un programma va provato e rotto prima di funzionare, lavorare su una cosa per settimane senza abbandonarla.

Non si impara: l'informatica come disciplina, la matematica sotto agli algoritmi, la gestione della memoria, il lavoro in gruppo su una base di codice condivisa. Chi promette che con Roblox tuo figlio diventa sviluppatore sta vendendo un'altra cosa.

Quello che questi ambienti fanno meglio di chiunque altro è togliere la domanda più difficile di tutte: perché dovrei farlo. In un mondo che già gli interessa, la domanda non si pone.

Quale dei due, se dovessi scegliere

  • Otto, nove, dieci anni, e non ha mai programmato: Minecraft. Il mondo è già suo, i blocchi non chiedono di scrivere, il risultato si vede in tre secondi.
  • Dieci anni in su, magari con un po' di Scratch alle spalle: Roblox. Codice testuale, gioco pubblicabile, ambizione più alta.
  • Ne gioca uno solo dei due con passione: parti da quello. La motivazione conta più del curriculum.

La parte scomoda: il tempo di gioco non cala

Va detto perché succede spesso. Un ragazzo che inizia a costruire su Roblox non gioca di meno, all'inizio gioca di più, perché comincia a guardare i giochi degli altri per capire come sono fatti. È ricerca, ma da fuori sembra identico a prima.

La differenza si vede nei discorsi. Quando inizia a dirti che in quel gioco hanno fatto una cosa in modo stupido e che lui la farebbe diversamente, la testa si è spostata dall'altra parte. Da lì in poi il tempo davanti allo schermo va negoziato come sempre, ma almeno sai cosa ci sta facendo dentro.

Fonti

Articolo aggiornato il 19 settembre 2026. Se trovi un dato che non torna, scrivici: lo correggiamo.